Trekking

18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa

18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
18/11/2017 Gorno – Bivacco Plana e Bivacco Testa
Informazioni Sintetiche:
Percorso: Chignolo (Gorno) – Bivacco Plana – Bivacco Testa
Tempo Escursione: 3 ore e 32 minuti
Distanza: 11,25 km
Ascesa: 867 metri
Discesa: 861 metri
Quota massima: 1501 metri
Quota minima: 821 metri
Segnavia: Sentiero CAI 526
Difficoltà: E

Gli impegni mi regalano giusto qualche ora… Parto cosi in tarda mattinata da Chignolo, frazione di Gorno, in Val Seriana. Imboccata la strada in direzione di quest’ultimo la trovo completamente “bianca”, ricoperta da un leggero strato di ghiaccio. Le prime case, poste al limitare del paese, in questi mesi dell’anno non godono quasi mai della luce del sole. Il fiume omonimo che scorre sottostante alla strada è la prova, regalando scorci… di ghiaccio!

Parcheggio l’auto in uno dei pochi posteggi presenti nella piazzetta della chiesa di Chignolo d’Oneta. Il sentiero che mi porterà alla scoperta della Val del Riso parte poco oltre, marchiato dal segnavia CAI 526. Salgo inizialmente su mulattiera, costeggiando le ultime case del paese (m.830 circa). Dopo un primo strappo il sentiero continua con saliscendi nel bosco, lasciandomi gustare i paesaggi che si aprono come finestre tra gli spogli alberi autunnali, mostrando cartoline sulla Val Seriana. Sono sotto le pendici nord-occidentali del dimenticato Pizzo Castello, cosi chiamato dai pastori del luogo. Poco oltre si stacca il sentiero 526b, che in circa un’ora di cammino conduce al Passo della Crocetta e al santuario della Madonna del Frassino. Io continuo sul mio percorso, superando una piccola santella e imboccando il sentiero che sale a sinistra, abbandonando la carrareccia. Con pendenza costante supero alcuni costoni immersi in una faggeta, in alcuni tratti ghiacciata e completamente all’oscuro dai raggi solari. Continuo a mezza costa lungo una valletta, costeggiando un capanno di caccia posto sul sentiero, in questo tratto poco visibile e coperto dalle foglie. Dopo circa un’ora di cammino raggiungo le pendici del vicino monte Secretondo e in breve il Bivacco la Plana (m.1235). E’ situato tra i boschi del versante sud-orientale del Monte Alben, ottenuto dalla ristrutturazione di una vecchia cascina riassestata a bivacco. Una portina si apre un locale cucina contenente tavoli, panche, un camino, una stufa a legna, un fornello con bombola e un lavandino. Una porta chiusa, sulla quale è appesa una cassetta per la raccolta delle offerte, conduce verso un altro locale, privato. All’esterno una scala porta al piano superiore e al locale notturno, chiuso. A destra invece un ampio porticato con tavole, panche e l’occorrente per cucinare alla griglia invoglia a qualche minuto di pausa…

Recuperate le energie riprendo il sentiero, che prosegue alle spalle della baita. Risalgo con un poco di fatica il pendio, che anche in questo tratto presenta alcuni punti ghiacciati, fino a raggiungere un colletto, punto di congiunzione con il sentiero CAI 530 proveniente da Vertova. In breve esco dal bosco e raggiungo le belle e ripidi pareti dell’Alben, che con alcuni ultimi saliscendi mi portano al Passo Pradaccio e al Bivacco Testa (m.1455), a cavallo tra la Val Vertova e la Val del Riso. Il bivacco è una bellissima e solida costruzione in pietra a due piani. Al piano superiore c’è un locale ben arredato, contenente un camino con della legna da ardere, un fornello, un tavolo e delle panche. Una porta interna conduce nel dormitorio con sei posti letto ed è chiusa a chiave.

Tolgo lo zaino e mi godo la meritata pausa, che in questa bella giornata mi regala un’ottima vista sulla Presolana. Per raggiungere il Bivacco Testa servono circa due ore di cammino con partenza dal paese e un’ora da Baita Plana. Entrambi i bivacchi sono molto belli e attrezzati di tutto punto, naturalmente lasciati anche alla buona educazione degli escursionisti di passaggio. Torno sui miei passi poco dopo mezzogiorno.