Trekking

15/03/2019 Predore – Monte Bronzone

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15/03/2019 Predore – Monte Bronzone
Informazioni Sintetiche:
Percorso: Predore – Monte Bronzone
Tempo Escursione: Circa 5 ore
Distanza: 16,75 km
Ascesa: 1670 metri
Discesa: 1748 metri
Quota massima: 1400 metri
Quota minima: 195 metri
Segnavia: CAI 708 e tracce
Difficoltà: E

1334 metri, l’altezza del Monte Bronzone. 1670 metri, il dislivello percorso per arrivare in cima! Beh qualcosa non quadra… Ma è meglio partire dall’inizio.

Per raggiungere la vetta di questa bonaria montagna, posta a guardia del lago di Iseo e Montisola, decido di partire dal borgo di Predore, bellissimo paesino posto sulle rive del lago. Mi incammino di buon mattino lungo il segnavia CAI 708, mulattiera asfaltata “spaccaginocchia” che sale inizialmente fino al Santuario di san Gregorio. Costeggiata la bella struttura, in posizione panoramica su Lago d’Iseo e Monte Isola, continuo la ripida salita, sempre su carrareccia, che mi porta ad attraversare gli incantevoli abitati di “Castegna” e “Pacine”. Il sentiero principale piega a sinistra e sempre su larga carrareccia risale i fianchi della montagna tra ampi zig-zag, portandomi dopo quasi due ore di cammino al colletto che ospita la cascina Corno Buco e l’omonima cima, posta alla sua sinistra. Come rinunciare a conquistarla? Raggiunta la panoramica elevazione torno sui mie passi e continuo lungo la carrareccia che risale in direzione del Col d’Oregia. Finalmente la strada diventa sentiero, con enorme gioia delle mie ginocchia, portandomi tra boschi, pascoli e saliscendi al cospetto delle pendici del Monte Bronzone. Sono gli ultimi sforzi, anche se sembra che la vetta non arrivi mai. Dopo un’abbondante mezz’ora di cammino raggiungo la cima di questa bellissima montagna, panoramicissima su tutta la Val Camonica, le mie amate Orobie, la pianura padana tormenta dallo smog e le lontane Alpi, con Monte Rosa e il Monte Bianco.

Per la discesa, probabilmente non ancora soddisfatto dei 1300 metri di dislivello positivo che mi urlavano nelle gambe, decido di allungare un pò il percorso, finendo con il sbagliare strada, guadagnano altri due cucuzzoli senza nome e scendendo a botto in direzione di Predore fino a ricongiungermi al sentiero comune all’andata. Concludo il percorso con gli ultimi tre km di asfalto, che ridurranno le mie ginocchia in marmellata tra imprecazioni e panorami stupendi.

Insomma… Solito, come piace a me.