Trekking

19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa

19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
19/04/2019 Monte Cavlera e Monte Tisa
Informazioni Sintetiche:
Percorso: Vertova – Cavlera – Monte Tisa – Cavlera – Vertova
Tempo Escursione: 4 ore e 7 minuti
Distanza: 16,09 km
Ascesa: 1046 metri
Discesa: 1053 metri
Quota massima: 1320 metri
Quota minima: 344 metri
Segnavia: CAI 318 e CAI 350
Difficoltà: E

La mia gita solitaria parte dal paese di Vertova, famoso per le cascate cristalline che durante la stagione estiva attirano centinaia di visitatori. Posteggio l’auto nel centro del paese, più precisamente in piazza Vittorio Veneto, dove il segnavia CAI 518 segna il via alla mia escursione. Il sentiero imbocca via Brini e sale lungo una scalinata, continuando lungo via Moracchio e successivamente via san Patrizio. Proseguo costeggiando “la Tribulina del Merel” e imbocco la mulattiera che sale in direzione del santuario di San Patrizio, baluardo panoramico sulla media Val Seriana, conosciuto anche per le tante leggende legate al santo Irlandese. Scatto qualche foto e lascio il santuario alle mie spalle, ricalcando la strada che in parte taglia i tornanti e risale in direzione dell’abitato di Bondo. Poco prima del paese ritrovo il segnavia, che in prossimità di una tribulina prosegue alla mia sinistra. Questo tratto del tracciato, conosciuto come “Sentiero Honio”, prende il nome dalla storica confederazione fra i paesi di Colzate, Vertova e Fiorano al Serio e risale al secolo XIII. Il sentiero prosegue alternando tratti di bosco ad antiche mulattiere, oggi utilizzati per raggiungere i bellissimi borghi visibili sul percorso, regalando a tratti piacevoli scorci sul Pizzo Formico, sulla Presolana e sulla zona del Monte Vaccaro. Raggiungo una bella cascina in pietra e il sentiero ritorna sterrata. Sempre in costante salita trovo un segnavia con indicazione Cavlera, che mi invita ad abbandonare il sentiero CAI 518 per piegare ancora una volta a sinistra. Lo imbocco e risalgo l’ampia carrareccia, che in dieci minuti di cammino mi porta alle case di Cavlera. Raggiungo con un piccola deviazione la chiesa del paesino, posta in mezzo al verde e alla quiete, e il poco distante rifugio Alpino, gestito dalla Penne nere di Vertova e purtroppo chiuso.

Poco prima della chiesetta si alza il sentiero segnalato, che in circa mezz’ora mi permetterà di raggiungere la vicina vetta del Monte Tisa. Torno sui miei passi e risalgo nel bosco fino ad una pozza d’acqua e ad un capanno di caccia, lo costeggio, e con un’ultimo strappo raggiungo la cima dove a 1317 metri, tra alberi e cespugli, trovo una croce in ferro posata dagli alpini di Vertova e Colzate nel 1977. Naturalmente non c’è l’ombra di un’escursionista, il posto ideale per trovare pace e quiete. Difficile che qualcuno risalga questo cocuzzolo che, nella maggior parte delle cartine topografiche, non è nemmeno quotato…

Conquistata anche questa docile montagna posso fare ritorno sui miei passi fino all’abitato di Cavlera. Poco prima della chiesetta trovo il segnavia CAI 530, che mi permetterà di chiudere la gita con un percorso ad anello. Il largo sentiero scende tra faggi e betulle fino a toccare i prati della “Crus de Grom”, balcone su tutta la valle e sulle Orobie. Scendo lungo la mulattiera che a tratti si apre sull’abitato di Vertova, tra pascoli, boschi e stalle ristrutturate in bellissimi casolari. Il sentiero diventa carrareccia e la carrareccia diventa, dopo alcuni km, strada spacca-ginocchia. In alcuni tratti il sentiero CAI 530 taglia il fastidioso asfalto, scendendo nel bosco evitando i ripidi tornanti. Posso gustarmi il panorama e seguire fedelmente il tracciato, che dopo circa un’ora di cammino mi riporterà in piazza Vittorio Veneto, punto di partenza della mia gita.