Il rifugio Albani.

Il Rifugio Albani si trova in alta Val di Scalve, nella zona conosciuta come Conca di Polzone, in bella vista sulla parete nord della Presolana e sul sottostante abitato di Colere. Una posizione che permette di ammirare il fascino della Regina delle Orobie e delle sue stupendi pareti, che da questo versante diventano particolarmente suggestive e, nella maggior parte dei casi sono anche vie di arrampicata impegnative riservate ad alpinisti esperti.

Le vie d’accesso. Per raggiungere il Rifugio Albani durante la stagione estiva possiamo sfruttare due sentieri, entrambi con partenza da Colere e che permettono anche di compiere un divertente giro ad anello.

  • Il sentiero CAI 402, che vede la sua partenza poco dopo la chiesa parrocchiale, sale lungo il Pian del Vione e continua lungo la bastionata nord della Presolana. Con andatura sostenuta si raggiunge in circa due ore il Col della Guaita (m.1901) e con un’ultima breve ascesa si raggiunge il poco distante Rifugio Luigi Albani, posto a metri 1948.
  • Il sentiero CAI 403 parte dalla frazione Carbonera di Colere, in prossimità degli impianti da sci. Il tracciato sale lungo la strada forestale, attraversando il bosco fino all’incrocio con il sentiero CAI 406. Si prosegue poi a sud guadagnando prima la zona delle ex miniere di fluorite e successivamente il vicino rifugio Albani.

Entrambi i sentieri hanno tempi di percorrenza di circa due ore e mezza e sono percorribili da tutti. Il rifugio può essere raggiunto anche dal sentiero CAI 401, conosciuto come “Sentiero delle Orobie”, con partenza dal Passo della Manina in circa 4 ore.

Cima Verde, il Monte Ferrante e le Miniere. A quota 2120 incontriamo la cresta di Cima Verde, caratterizzata dalla sua morfologia geologica. Qua si trovano 13 pietre sulle quali sono raffigurate delle incisioni tuttora avvolte nel mistero, forse legate ad antichi riti esoterici. A un’ora e venti minuti dal rifugio troviamo invece il Monte Ferrantino e il Monte Ferrante (m.2427). Raggiunta la vetta possiamo ammirare il panorama sui vicini Pizzo Camino, Venerocolo, Tornello e le vicine cime orobiche, fino alla catena dell’Adamello. L’ultima curiosità si trova poco prima del rifugio. Sono le miniere della Presolana, che hanno cessato la loro attività all’inizio del 1980. Sono ancora visibili le baracche dei minatori, gli ingressi delle miniere (ora chiuse) e una piccola esposizione delle attrezzature di lavoro per l’estrazione del minerale. Durante gli anni sono stati rinvenuti anche numerosi fossili, alcune delle quali presenti nel museo Geominerario di Colere.

Il regno dell’arrampicata. Siamo vicini alla montagna che ha visto nascere l’alpinismo orobico. Le numerose vie, aperte in più di cento anni, permettono di trovare percorsi adatti ai principianti e vie d’arrampicata per veri professionisti. A soli 20  minuti c’è l’attacco per la “Ferrata della Porta”, caratterizzata da scalette verticali e che vede il suo termine in prossimità del Monte Visolo, satellite posto a dirimpetto della Regina. La via ferrata va percorsa con kit e attrezzatura idonea. Molto suggestivo e impegnativo  il Periplo della Presolana, che con un giro ad anello abbraccia la Regina delle Orobie. Per gli alpinisti e i professionisti dell’arrampicata troviamo invece vie conosciute come il suggestivo Spigolo Nord, Placido, Miss Mescalina, le Vie del Cuore, 12 anni Albani e tante, tante altre

La storia del rifugio. La nascita di un rifugio vicino alla Presolana si colloca nel 1912. Alcuni amici rilevarono, nella zona del laghetto di Polzone, due baite per minatori. Le sistemarono, arredarono e battezzarono con i nomi di Trento e Trieste, e ne fecero un punto di appoggio per gli alpinisti. Dopo 12 anni la Capanna Trieste venne donata al CAI di Bergamo, che la inaugurò il 7 settembre 1924 ribattezzandola con nome di Luigi Albani. Nel 1927 venne distrutta per un’esplosione di dinamite e poi ricostruita. Con il tempo fu dotata di cassetta del pronto soccorso, corde, chiodi e materiali necessari per l’ascesa alle Regina delle Orobie. Il rifugio, negli anni, subì però un lento degrado, dettato dalla mancanza di un custode stabile. Nel 1965 il CAI di Bergamo iniziò la costruzione del nuovo rifugio Albani, posto a 1939 metri, a duecento metri dalla vecchia capanna. L’inaugurazione avvenne il 3 settembre 1967, alla presenza di oltre 500 invitati.

Luigi Albani, la Presolana e i pionieri dell’alpinismo bergamasco. Di nobile famiglia bergamasca, Luigi Albani fu, con Matteo Rota e Antonio Curò, tra i fondatori del Club Alpino Bergamasco, nell’aprile del 1873. Il rifugio gli è stato intitolato per le sue grandi doti alpinistiche e per la sua operatività sulle Orobie bergamasche. Il 10 luglio 1878 Luigi Albani salì la Presolana con la guida Carlo Medici. Il 4 luglio 1897 salì in prima ascensione il Pizzo del Diavolo di Tenda, il 18 agosto 1899 fu la volta della severa parete nord, sempre della Presolana. Per vent’anni rimase presidente onorario del CAI di Bergamo, carica che mantenne fino al 14 marzo 1935, giorno della sua morte. Tra i pionieri che hanno fatto la leggenda della Regina troviamo anche Carlo Medici, prima guida a salirne la vetta il 3 ottobre del 1870. Con lui, in questa data storica, Antonio Curò e Federico Frizzoni. La storia di questa splendida montagna continua così per i decenni a venire, attirando intere generazioni di alpinisti che ancora oggi sfidano le sue pareti e le sue linee, alcune delle quali leggendarie.

Le miniere

Il rifugio oggi. Il rifugio Albani oggi è gestito con passione da Chicco e Sandra. Conta 40 posti letto, 50 posti al coperto interni e 40 esterni. A disposizione degli escursionisti, durante i giorni di chiusura, c’è anche un locale invernale con sei posti letto.