Il Rifugio Benigni.

Tra fiori e stambecchi, a spartiacque tra le provincie di Bergamo e Sondrio, troviamo il rifugio Cesare Benigni. Di proprietà della sezione Cai Alta Valle Brembana è situato a quota 2222 metri, alla testata della Valle di Salmurano e a poca distanza dal Lago Piazzotti, piccolo specchio d’acqua di origine naturale. Questa piccola e accogliente struttura permette una vista meravigliosa, che spazia dalle vette della Val Masino, dove tra tutte spicca il monte Disgrazia, alla Valmalenco, fino ad abbracciare tutte le Orobie bergamasche. Un balcone panoramico tra scrosci d’acqua, rocce e marmotte, dove ancora si riesce ad apprezzare il fascino della montagna. In tutta la sua bellezza.

Le vie di salita. Il rifugio è la seconda tappa del Sentiero delle Orobie Occidentali ed è accessibile sia dall’alta val Brembana che dalla val Gerola. La via più breve, che ci permetterà di raggiungere la struttura in circa due ore di cammino, trova partenza dalla località “Sciocc”, lungo la strada che da Cusio conduce ai Piani dell’Avaro. Il sentiero è marchiato dal segnavia Cai 108 e sale nel bosco fino a toccare i pascoli che ospitano la bella “Casera Valletto”. Fin da subito il panorama si apre alle montagne della zona mentre il tracciato, marchiato dai classici bolli bianco-rossi, continua con pendenza costante, portandoci in prossimità del Passo di Salmurano. Pieghiamo a sinistra costeggiando la base della parete fino a raggiungere un ripido “canalino”, non difficile se si segue con attenzione il percorso segnato, ma da percorrere con la dovuta concentrazione. Superato questa divertente difficoltà incrociamo il sentiero Cai 101, tracciato che proviene dal rifugio Grassi, e in pochi minuti possiamo scorgere il rifugio Cesare Benigni. 

Una seconda via di salita si snoda dai Piani dell’Avaro lungo i sentiero Cai 109 e Cai 101, e prevede circa 2 ore e 30 di cammino. E anche possibile raggiungere la struttura con partenza da Pescegallo, in Valtellina, lungo il sentiero Cai 146 con 2 ore e 30 di cammino.

Il rifugio Cesare Benigni. La costruzione iniziò nel 1982, grazie al lavoro di numerosi soci dell’allora sottosezione Cai Alta Valle Brembana e al contributo della famiglia Benigni, la quale intese onorare la memoria del figlio Cesare, scomparso nel 1981 sul Pizzo del Diavolo di Tenda. La Capanna venne poi inaugurata il 26 agosto del’84, alla presenza di numerosi escursionisti. Alcuni anni dopo venne aggiunto un piccolo locale invernale con otto posti letto, e nel 2007 ampliato nuovamente con una sala ristorante, una cucina più spaziosa, due servizi igienici e una saletta per il bar. Da 15 anni le cure del “Benigni” sono affidate a Elisa Rodeghiero.

“Abbiamo una gestione famigliare, il nostro è un piccolo rifugio che per noi diventa “casa” durante la stagione estiva. Quest’anno abbiamo aperto fine giugno, con un paio di settimane di ritardo, una scelta dovuta per garantire la sicurezza a tutti i nostri ospiti. Riusciamo comunque a garantire circa 25 posti interni e 40 posti esterni. A tutti i nostri avventori viene rilevata la temperatura e chiesto il numero di telefono, una precauzione per tutelarsi in queste prime settimane di apertura. La voglia di muoversi non manca, e in questi giorni sono stati parecchi gli escursionisti che hanno raggiunto il Benigni”. I nostri approvvigionamenti vengono effettuati in elicottero oppure “zaino in spalla”, ecco perché la nostra cucina rispecchia i piatti tipici di montagna. I classici primi, dalla pasta fino ai casoncelli, per arrivare ai secondi con selvaggina e polenta. Non mancano poi torte e dolci, che sono sempre apprezzati da chi raggiunge il nostro rifugio”. 

Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare il numero: 0345 89033.

Escursioni nella zona. Il Cesare Benigni è la meta ideale per gite di diverso tipo: dalla semplice escursione in giornata, al pernottamento in rifugio, fino ai percorsi ad anello di uno o più giorni. Nelle vicinanze si possono trovare diverse vie di arrampicata, alcune delle quali attrezzate con relazioni dettagliate consultabili in rifugio, e numerose vette, raggiungibili con le più varie difficoltà. Tra queste Cima Piazzotti (metri 2349, raggiungibile in 20 minuti), il Pizzo Trona (metri 2510, 2 ore e 30 minuti), e il famoso Pizzo Tre Signori (metri 2554, 3 ore di cammino). La bellezza della zona viene, non ultimo, amplificata dall’incontro con i tanti animali presenti: una grande quantità di marmotte, stambecchi, e se siamo fortunati, anche camosci, rapaci, volpi, cervi…

Conclusioni. Il rifugio Benigni è la meta perfetta per chi cerca pace e tranquillità, in un’ambiente dove la natura è di casa. Passare una notte in questa struttura permette di assaporare il fascino di una montagna che, sotto certi aspetti, resta ancora selvaggia e incontaminata. Un luogo dove la “sveglia” viene data dal fischio delle marmotte o dall’incontro con gli stambecchi, che raggiungono il vicino specchio d’acqua proprio alle prime ore del mattino. 

Si segnala che il transito per le auto lungo la strada per i Piani dell’Avaro, utilizzata anche per raggiungere i sentieri Cai 108 e 109, è a pagamento tramite ticket, con il costo di 2 euro.