Il Rifugio Curò.

Inaugurato nel 1886, posto nel comune di Valbondione a 1915 metri di quota, si erge il rifugio Antonio Curò. Posto a guardia del Lago artificiale del Barbellino e custode delle famose Cascate del Serio, la struttura, intitolata alla famosa guida alpina, è tra le mete più ambite in terra bergamasca da villeggianti ed escursionisti. Due ore e mezza di cammino per godere di uno spettacolo offerto da uno degli angoli più belli e incontaminati della Val Seriana, dove tra laghi e montagne si specchiano alcune tra le vette più affascinanti delle Orobie. Scopriamo insieme gli itinerari per raggiungere la struttura, i rifugi limitrofi e le meraviglie che si celano in una delle conche più belle e suggestive delle nostre montagne.

La via più breve. Il rifugio, oltre ad essere una tappa intermedia del Giro delle Orobie, può essere facilmente raggiunto dal sentiero Cai 305, che trova il suo via poco oltre il centro di Valbondione. Un’ampia carrareccia, sempre ben indicata, risale con pendenza costante l’ombroso bosco. Raggiunta l’ora di cammino il panorama si apre sulle fantastiche Cascate del Serio e, 500 metri sopra di noi, fa capolino il rifugio. Il sentiero continua, compiendo un’ampio zig zag fino a raggiungere le ripide pareti del Monte Verme, dove una corda di canapa posta lungo il fianco della montagna permette di procedere in sicurezza. Un paio di curve, il sentiero spiana ed ecco che, meraviglia. Spuntano il rifugio e il Lago artificiale del Barbellino, che con il suo caratteristico colore verde smeraldo conquista il cuore di ogni appassionato di montagna. La struttura può anche essere raggiunta con partenza da Lizzola in circa tre ore di cammino, lungo il sentiero Cai 306.

La gestione. I custodi della struttura sono Fabio Arizzi e Angelo Ghilardini, figure storiche per chi transita all’Antonio Curò. “Ormai siamo alla guida del rifugio da 13 anni – Racconta Fabio -. L’affluenza non manca, un movimento in continua crescita che raggruppa un panorama sempre più ampio. C’è chi partecipa ad eventi come le corse e gli Ultra Trail, chi ci raggiunge per un passeggiata o per semplici gite, chi invece si ferma dopo essere stato ad arrampicare sulle vicine montagne. Il rifugio propone un menù tipico della nostra zona, dove spiccano i piatti bergamaschi. Salumi e formaggi sono prodotti della nostra valle e provengono dalle zone di Gromo e Rovetta. Per i primi piatti, altre alle classica pasta, che in rifugio non manca mai, abbiamo lasagne e pizzoccheri a rotazione, mentre tra i piatti speciali, troviamo i casoncelli nostrani (di nostra produzione), gli “scarpinocc”, tipici ravioli di Parre, e i Tosei di Rovetta. Come secondi piatti, la selvaggina: cervo, capriolo e cinghiale giusto per citarne alcuni. Naturalmente sempre accompagnati da funghi, polenta e da una vasta selezione di vini”. Completano la cucina dolci e torte, le immancabili grappe di montagna e la buona accoglienza dello staff. “Un fenomeno in aumento negli ultimi anni sono gli escursionisti che salgono in e-bike. Abbiamo attrezzato una zona di ricarica, e a breve metteremo anche le colonnine. Anche l’Ostello riscuote successo. La struttura è praticamente nuova e, per essere a 2000 metri di quota, i comfort non mancano. Le camere sono leggermente più piccole rispetto al rifugio, ma dotate di biancheria da bagno e da letto. Un piccolo alberghetto in quota” . L’apertura di entrambe le strutture proseguirà in maniera continuativa per tutto ottobre, i successivi weekend di novembre meteo permettendo. Per prenotazioni e informazioni è possibile contattare il rifugio al numero: 0346 44076.

Conclusioni. Non resta che l’imbarazzo della scelta. La Conca del Barbellino è il luogo perfetto per assaporare il piacere della montagna, dove tra il fascino e l’accoglienza dei rifugi trovano posto itinerari bellissimi, che difficilmente saranno dimenticati. Un weekend tra queste montagne permette di riscoprire luoghi incontaminati, angoli delle nostre montagne dove pace, tranquillità e buona cucina camminano a pari passo sugli stessi sentieri.