Il Rifugio f.lli Calvi.

In alta Val Brembana, al cospetto del Pizzo del Diavolo di Tenda, adagiato tra il Lago di Fregabolgia e il Lago Rotondo, troviamo il Rifugio f.lli Calvi. Prossimo ai 90 anni, punto di riferimento per le escursioni della zona, si trova in una delle conche più suggestive della Val Brembana, ai piedi delle montagne più belle (e severe) di quest’ultima.

Vista aerea

Dedicato ai fratelli bergamaschi.  Tappa intermedia del Sentiero delle Orobie, il rifugio Calvi può essere un’ottima base di appoggio per il vicino monte Masoni, le cime di Venina, il Pizzo di Cigola, il Monte Aga, i fantastici Diavoli Orobici ei monti Grabiasca, Reseda e Madonnino. La fatica della salita sarà ripagata dalla spettacolo offerto dalla conca che dà vita al fiume Brembo, principe di queste zona, e dai sottostanti laghi di Fregabolgia e lago Rotondo, quest’ultimo di origine naturale. Se il panorama non dovesse bastare, possiamo lasciarci andare al tepore del rifugio, inaugurato nel 1935 alla presenza dell’allora presidente del CAI di Bergamo Antonio Locatelli e dedicato alla memoria dei quattro fratelli Calvi (Attilio, Santino, Natale e Giannino) di Piazza Brembana, tre dei quali periti nella Grande Guerra mentre il quarto, Natale, morto nel 1920 precipitando dalla parete Nord dell’Adamello. La struttura conta 85 posti letto ed è aperta in maniera continuativa da giugno a settembre; eventuali proroghe dell’apertura dipendono dal meteo (per informazioni e prenotazioni: 034577047). È possibile raggiungere il rifugio anche attraverso il servizio jeep navetta (per informazioni: 3280424902).

Il rifugio

La parola al rifugista. Il bello di una gita in montagna è anche l’accoglienza, il tepore e la buona cucina che offre il rifugio stesso. Lo sa bene Claudio Bagini, storico gestore del rifugio Calvi: «La nostra cucina propone prodotti tipici bergamaschi, con salumi e formaggi del territorio, quindi a km zero – commenta Bagini -. Gli ospiti possono così trovare, tra le tante specialità proposte, i casoncelli, i pizzocheri e le tagliatelle al ragù di capriolo. Seguono come secondi i bocconcini d’asino, il cervo, i tanti spezzatini e gli arrosti, a rotazione. Non manca naturalmente la polenta, taragna o con i formaggi». Una figura, quella di Claudio, che tutti, passando dal Calvi, sono ormai abituati a vedere dietro il bancone. «È una vita che sono quassù. Gestisco il rifugio da 25 anni e le difficoltà sono sempre tante, dalla burocrazia fino alla ricerca del personale. Prima era più facile, oggi sono pochi i ragazzi che vogliono lavorare in montagna durante la stagione estiva. Poi c’è sempre l’incognita legata al meteo, un mistero per tutti noi rifugisti. Un’estate di sole può fare la differenza, proprio come può farla una di pioggia». (Intervista di giugno 2019)