La Via Mala.

C’era una volta la Via Mala, strada di ghiaccio nella roccia…

Non sappiamo se sono stati i vertiginosi precipizi a terrorizzare i viaggiatori che già centinaia d’anni fa la percorrevano… Il nome però spiegherebbe molte cose. La Via Mala collega da tempo memorabile la Val di Scalve con la Val Camonica, percorrendo nella sua lunghezza la Valle del Dezzo. Le auto oggi utilizzano una nuova strada, quasi interamente in galleria, ma il vecchio itinerario può essere ancora percorso a piedi. Nella bella stagione anche sul fondo del “canyon”, dove i dirupi si trasformano in pareti alte centinaia di metri, lasciando chi la percorre, è il caso di dirlo, di ghiaccio!

Un pò di storia:
La costruzione della Via Mala (strada statale 294), che unisce i paesi di Dezzo e di Angolo, è molto più recente, anche se le forre scavate dal fiume Dezzo erano frequentate fin dalla preistoria, come testimoniano gli svariati percorsi che avevano proprio la funzione di collegare trasversalmente i due versanti della valle. Anche i romani hanno lasciato tracce della loro presenza in Valle di Scalve, utilizzando un piccolo sentiero, conosciuto come «Lungo», con il quale il materiale estratto dalle miniere di Schilpario veniva trasportato a Borno, in Valle Camonica, per venire lavorato. Le pareti a precipizio non dovevano sicuramente intimorire gli abitanti della Valle di Dezzo che si avventuravano lungo questo angusto sentiero… Largo non più di 80 centimetri presenta suggestivi tratti scavati nella roccia e veniva percorso estate ed inverno (utilizzando delle slitte per il trasporto del materiale ferroso). Parte dalla località Castello, in Valle di Scalve, ed arriva ad Angolo Terme, in Val Camonica. Il progetto di collegamento tra la Valle di Scalve e Angolo risale invece al 1862 e tre anni più tardi la strada diventa transitabile. Purtroppo la geologia del territorio non ha aiutato la Via Mala che nel corso degli anni si è vista più volta interrotta. Alluvioni durante il periodo primaverile, gelate e slavine d’inverno, caduta massi d’estate portano nel 1960 alla prima costruzione delle gallerie che compongono la strada odierna. Altre gallerie sono state poi scavate nel corso degli anni per rendere sempre più sicura la strada, relegando l’antico tracciato e le sue meraviglie a qualche labile ricordo sbiadito…

La Via Mala oggi…
Fino ad una decina di anni fa, quando un gruppo di architetti, supportati da provincia, regione e comuni, hanno approntato un progetto di recupero di tutta la Via Mala rendendola agibile per chi volesse percorrerla a piedi. Non confondiamoci però. Quella che durante la stagione estiva è una facile passeggiata diventa – durante l’inverno – un’itinerario di “ghiaccio”, da percorrere con prudenza… In questo periodo dell’anno possiamo assistere ad uno spettacolo formidabile, creato dalle cascate che cristallizzano e dalle stalattiti che scendono dalle pareti a strapiombo. Se troviamo una giornata di sole, i giochi di luce ed i riverberi tra i ghiacci sono praticamente assicurati, regalandoci colori caleidoscopici. I più temerari potranno raggiungere la “cascata di travertino”, che troveranno sicuramente congelata e magari, con un po’ di fortuna, incontrare qualche alpinista indaffarato nella sua ascesa… Poco oltre è invece possibile raggiungere il bellissimo terrazzo panoramico, di recente realizzazione. Un percorso di circa 3 km che in questa stagione dell’anno non può che lasciare basito chiunque ci si avventura. Per percorrere la Via Mala possiamo scegliere di partire da Colere, o dobbiamo raggiungere Darfo Boario Terme ed imboccare la Strada Provinciale (ex SS n. 294) per la Valle di Scalve in direzione di Schilpario. Dopo aver passato l’abitato di Angolo terme si prosegue lungo la strada fino al raggiungimento della seconda galleria. Tra la seconda e la terza galleria si potranno riconoscere sul lato destro la scultura simbolo della Via Mala che identifica l’ingresso ed il parcheggio per la ex casa cantoniera, ora Infopoint di Scalve. La bellezza della Valle viene completata dalla visita al museo della stessa, come detto nella casa cantoniera riadattata.

Come già accennato, la lunghezza, il dislivello e la superficie del percorso lo rendono adatto a tutti durante la stagione estiva. Nel periodo invernale, oltre ad un abbigliamento adeguato, sono necessari scarponcini da trekking e dei ramponcini, ottimi in caso di ghiaccio.