Il borgo di Bianzano

Borghi e castelli sono da sempre la dimora perfetta per storie e leggende che, assopite, riposano nascoste in attesa di essere riscoperte. Il racconto di oggi ci porta nel bel paese di Bianzano, in Val Cavallina, tra verdi montagne, antichi casolari, castelli e Cavalieri Templari… Questo piccolo borgo, terrazzo sul lago di Endine, sorge su un piano soleggiato nella pittoresca e boscosa Valle Rossa, in posizione panoramica sui paesi sottostanti. E, tra ciottoli e strette viuzze, nasconde un segreto del passato.

Il Castello Suardi. Siamo a 30 km da Bergamo, ma l’orologio a Bianzano scandisce un ritmo più lento. Cortili e cascine in stile medievale ricordano un’epoca dimenticata, luoghi che ancora oggi parlano di casate lontane, di proprietari terrieri e contadini, ma anche di soldati e cavalieri. A raccontarlo sono in primis le mura dell’antico Castello di Bianzano, noto anche come Castello Suardi che, imponenti e antiche, hanno respinto le ingiurie del tempo e parlano, come se nulla fosse cambiato, di mille anni di storia. Il Castello si erge a guardia dell’abitato: un baluardo che, in anni lontani, ha dato rifugio non solo agli antichi proprietari del maniero, ma anche a viandanti e pellegrini. La data di costruzione ci porta all’anno 1233, come riportato su una pietra (ormai quasi illeggibile) posta sulla spalla destra del portale. L’indicazione resta comunque dubbia, anche a fronte di recenti ritrovamenti, come resti di muratura e parte del basamento di una torre, collocata poco distante. A salvare questo castello dalla distruzione fu, durante il periodo della Repubblica di Venezia, l’intuizione della famiglia Suardi, proprietaria del maniero, che decise di togliere i merli dalle mura per farlo assomigliare il più possibile a una dimora, e non a un forte. Il loro stemma spicca ancora sul portale d’ingresso del castello. L’entrata è costituita da un’alta torre, alla base della quale è presente un ciclo di affreschi databili al XIV secolo, che proseguono fino all’atrio interno. Allo stemma dei Suardi, in seguito al matrimonio tra Bernarda Visconti e Giovanni Suardi, si affiancò nel 1367 anche quello dei Visconti.

I templari e il castello. Un mistero, non ancora svelato, si cela tra le mura del maniero di Bianzano e lega l’antico ordine dei Cavalieri Templari alla storia del paese. Questi ultimi, temuti e rispettati, garantivano assistenza e riparo ai pellegrini e potrebbero aver scelto questo centro come luogo di riferimento per il controllo dell’alta valle. Le prove riconducibili all’antico ordine sarebbero proprio racchiuse nelle mura del castello: sono infatti rappresentati diversi «Fiori della Vita», un simbolo considerato sacro e spesso presente nella decorazione di chiese e luoghi medioevali. Una seconda curiosità sono le feritoie a forma di croce, presenti all’ingresso, nella torre principale e nella torretta che sorge lungo il perimetro esterno. Quale poteva essere la funzione di queste piccole finestrelle, troppo piccole e scomode per posizionare una balestra e per garantire visibilità in caso di attacchi? Che sia un richiamo all’antico ordine dei monaci-cavalieri? Fra i tanti simboli troviamo anche una stella a sei punte, probabilmente la stella di Davide. E, fra gli altri elementi decorativi, spicca la geometria delle losanghe bianche e nere, spesso utilizzata dai Cavalieri dell’ordine nelle loro costruzioni. Questi «rombi», presenti nel cortile, sono anche associati alla famiglia Visconti, ma potrebbero nascondere anche un secondo significato… Alcuni studi storici sono stati portati avanti negli anni dall’attuale proprietario, l’architetto Vittorio Faglia: tra le ipotesi non solo il particolare simbolismo utilizzato nell’edificio, ma anche i resti di una merlatura guelfa, mentre i conti Suardi appartenevano alla fazione ghibellina. L’ipotesi è che i Templari avessero utilizzato la struttura fortificata al fine di presidiare la zona, proteggendo l’importante via di comunicazione che collegava Bergamo alla Val Camonica.

Stelle e Templari. Ma non è tutto. Altri misteri si nascondono tra le mura del Castello. Un quesito non ancora risolto arriva dai suoi angoli, a pianta quadrata e in asse con i quattro punti cardinali. A tutto ciò si va ad aggiungere uno studio archeo-astronomico di Aldo Tavolaro: «Astronomia e simbolismo nel castello di Bianzano», il quale, sulla base delle sue esperienze sul Castello del Monte in Puglia, ha individuato anche per Bianzano un collegamento tra stelle e terra. «»Il maniero della Val Cavallina è orientato verso i 4 punti cardinali e regola con precisione le proporzioni del corpo di fabbrica, del cortile e della torre in relazione alle culminazioni solari al solstizio d’inverno, agli equinozi e al solstizio d’estate. I raggi del sole agli Equinozi vanno a colpire un preciso angolo interno, mentre per i Solstizi i punti di incidenza individuano larghezza e altezza della torre, del castello e del cortile; anche la luna viene coinvolta, correggendo l’orientamento del castello rispetto ai punti cardinali con 10 gradi di differenza». La fortezza nasconde, nella sua costruzione, anche il «Numero Aureo», da sempre riconosciuto come ideale di bellezza e armonia. Nella costruzione è stata infatti rispetta una proporzione armonica, poiché l’altezza divisa per la base da come risultato 1,618, cifra già conosciuta dall’Impero Bizantino e utilizzata successivamente da Leonardo da Vinci, che l’avrebbe applicata al Cenacolo.

Cosa vedere nel borgo. Vale la pena concedersi qualche minuto per una passeggiata in questo splendido paese. Con pochi passi possiamo raggiungere la chiesa parrocchiale di San Rocco, costruita nel 1614. Al tempo la Chiesa si presentava più corta di come la possiamo vedere oggi: verso la fine del 1800 venne aggiunta un’altra navata e la facciata tuttora visibile. All’ingresso del paese trova posto il Santuario di Santa Maria Assunta, eretto nel 1234 (secondo le fonti un anno dopo il Castello). Dal 1997, durante la prima settimana di Agosto, si svolge la rievocazione storica medievale «Alla Corte dei Suardo», nata per valorizzare il passato del borgo, con un ricco programma tra spettacoli e proposte culturali legate alle tradizioni locali.

Conclusioni. Non sappiamo se il Castello fu effettivamente sotto il dominio di questi cavalieri. Molti misteri aspettano ancora di essere svelati, nascosti tra le mura del maniero. Un possibile indizio ci arriva dallo stemma del Comune di Bianzano. Diviso in tre parti su fondo rosso, l’emblema reca due simboli: una conchiglia argentea e il bordone del pellegrino. Segni che ancora una volta riportano alle antiche vie di pellegrinaggio, come la Strada Francigena o il Cammino di Santiago. Percorsi che erano presieduti dall’ordine religioso dei Cavalieri Cristiani Medioevali.