Il trenino della Val Seriana

C’è stato un tempo in cui, nelle valli bergamasche, ci si muoveva su rotaie, tra sbuffi di fumo, gallerie e panorami incassati tra le montagne… Conosciamo già la storia del Trenino della Val Brembana, inaugurato nel 1906 e chiuso definitivamente nel 1966, dopo 60 anni di onorato servizio. La ferrovia della Val Seriana ha radici ancora più profonde. Un racconto che parla di progresso e industrializzazione, nato in un contesto collocato a cavallo tra guerra e ricrescita. Oggi ripercorriamo questi binari e la storia di una valle che, 150 anni fa, stava nascendo.

La Ferrovia della Val Seriana. La costruzione della ferrovia, che negli anni a venire avrebbe collegato il capoluogo orobico alla vita della valle, fu ottenuta dal gruppo belga «Générale des Chemins de Fer Economiques», compagnia che per anni operò nei mercati ferroviari di diversi Paesi europei. Il primo tratto del troncone, da Bergamo ad Albino, fu aperto il 21 aprile 1884, mentre il 23 agosto dello stesso anno fu aperto il tratto che collegava Albino a Vertova. Il lavori furono completati il 6 luglio del 1885, con l’apertura del tratto Ponte Nossa-Ponte Selva. Solo 25 anni dopo (nel 1911) la linea fu prolungata fino a Clusone. Quest’ultimo prolungamento non si innestò nell’originaria stazione capolinea di Ponte Selva, in quanto posta in posizione sfavorevole, ma all’uscita dalla stazione di Ponte Nossa. Il tratto divenne una diramazione della linea principale e restò come tale fino al 1949, quando fu chiusa al traffico. Nel 1911 l’esercizio passò di proprietà alla Società Anonima della Ferrovia Valle Seriana (FVS), fondendosi con la società che, dal 1906, gestiva la linea della Valle Brembana (FVB).

35 km di rotaie. I primi locomotori erano a vapore e di fabbricazione Belga. Alla prima a tre assi, denominata «Stura» e utilizzata anche per la costruzione della linea, si affiancò immediatamente un gruppo di cinque unità. Queste enormi macchine, dal peso di 35 tonnellate, potevano viaggiare a un velocità che toccava i 50 km/h. Negli anni vennero poi accantonate e rivendute per l’acquisto di locomotive più adeguate all’impiego, quest’e ultime di produzione Breda. Soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, quando accantonata l’ipotesi della completa elettrificazione fino a Clusone, i mezzi diesel sostituirono progressivamente le vaporiere. Tra il 1884 e il 1955 se ne susseguiranno ben 14, ciascuna distinta col nome di una delle stazioni della linea. Dal dopoguerra le valli bergamasche erano andate incontro a un rapido sviluppo economico, con la nascita di decine di piccole e medie industrie che necessitavano di materie prime e di trasporto dei prodotti finiti, destinati alla provincia di Bergamo. Il trasporto passeggeri era svolto, fino all’immediato dopoguerra, da carrozze a due assi a terrazzini, alla quale si susseguirono negli anni sei vagoni nuovi dai colori rosso e argento, necessari a garantire il trasporto sempre maggiore di turisti e pendolari.

Un lavoro lungo 80 anni. Per quasi un secolo il trenino ha fatto la spola tra le montagne della Val Seriana, assecondando lo sviluppo dei paesi e delle genti che abitavano in questi luoghi. Portando anche turismo e benessere nelle tante località toccate lungo il suo percorso. Nel 1965 la FVS fu incorporata nella Società Autoferrovie Bergamo (SAB) che assunse la gestione della linea ferroviaria. Ancora una volta lo sviluppo dell’automobile e del trasporto su gomma portò «il trenino della Val Seriana» a seguire lo stesso destino del cugino brembano, altra storica tramvia bergamasca, per chiudere definitivamente i battenti il 31 agosto del 1967. Parte del materiale ferroviario venne ceduto alla Ferrovia Centrale Umbra.

Conclusioni. Oggi la sede ferroviaria è ancora visibile per lunghi tratti, soprattutto nella zona da Vertova a Clusone. Alcuni tratti sono contrassegnati da opere in ottimo stato, spesso convertite in autostazioni o abitazioni private, altri purtroppo sono stati vinti dal tempo. Una parte del tracciato ospita per buona parte la ciclovia della Val Seriana. Quarant’anni dopo l’abbandono della linea, il tratto da Bergamo ad Albino (circa 13 km) è stato riutilizzato per la realizzazione di una metrotramvia, tuttora funzionante. La linea, che utilizza per buona parte il tracciato del vecchio sedime e denominata T1, è entrata in esercizio il 25 aprile 2009 collegando il capoluogo fino ad Alzano Lombardo, e successivamente fino ad Albino. Negli ultimi anni è nato il Comitato Prolungamento Tram Albino-Vertova. Un gruppo di persone, imprenditori e liberi professionisti, che sensibili dal punto di vista ambientale e dello sviluppo compatibile del territorio si sono presi a cuore i problemi della Valle Seriana in un momento delicato e decisivo per il suo futuro. Punto focale del Comitato l’attuazione del progetto di prolungamento della linea T1 da Albino a Vertova, già previsto nella pianificazione provinciale. Altri 7 km di binari che andrebbero ad aggiungersi al tracciato già presente. Un viaggio su rotaia, tra la storia e la bellezza della Val Seriana.