La Madonna delle Grazie di Ardesio

Ardesio. Il bel paese della Val Seriana è da tutti conosciuto per le sue fantastiche escursioni, per la sua storia, e per le leggende che lo legano al vicino Monte Secco, vetta che si erge maestosa sopra l’abitato e che, ancora oggi, viene lasciata ai pochi alpinisti che osano sfidarne le linee. Un paese diviso in 12 frazioni, ognuna con i suoi usi e tradizioni, ma unite dalla devozione per il Santuario della Madonna delle Grazie, da sempre luogo di culto per fedeli e pellegrini. La struttura, posta nel cuore del paese, ci riporta a un racconto lontano, anni in cui in questi piccoli borghi sopravvivevano grazie all’agricoltura e ai piccoli commerci con i vicini abitati.

Il Santuario risale al XVII secolo ed è legato a una apparizione mariana, avvenuta il 23 giugno del 1607. La storia racconta che la famiglia Salera, composta dal padre Marco, dalla moglie Maddalena e dalle due figlie Maria e Caterina, possedeva un mulino nel cuore del paese. La raccolta del fieno era il loro principale sostentamento, ma quel giorno il cielo preannunciava un forte temporale e la famiglia, preoccupata di perdere il raccolto, esortò le figlie alla preghiera. Molto spesso le case dei contadini ospitavano un luogo dedito esclusivamente al raccoglimento. Queste ultime infatti si recarono nella «Stanza dei Santi», luogo ricavato nella loro abitazione a fini religiosi. Durante la preghiera la camera si illuminò di luce propria e improvvisamente apparve la Madonna con il Bambino, seduta su un trono d’oro. A seguito dell’apparizione la tempesta si bloccò, e il cielo tornò nuovamente sereno. La Madonna non proferì verbo e il fenomeno non si ripeté, ma la notizia si sparse in poco tempo tra i paesani, trasformando l’abitazione della famiglia Salera in un luogo di preghiera. La Stanza dei Santi, affrescata nel 1449 dal pittore Giacomo Busca (artista artefice della famosa danza macabra di Clusone), raffigurava un gruppo di uomini con al centro un grande crocefisso. L’apparizione della Vergine Addolorata, avvenuta ai piedi dell’opera, guadagnò fin da subito l’appellativo di «Madonna delle Grazie». Pochi giorni dopo il parroco Giacomo Gaffuri, saputo dell’accaduto, informò il vicario e successivamente l’arciprete di Clusone, che fece chiudere la casa dei Salera istituendovi un tribunale canonico. Nei giorni successivi vennero raccolte le deposizioni dei testimoni, che descrissero i fatti accaduti appurandone la veridicità. L’esito favorevole concesse l’autorizzazione al culto e la costruzione di un Santuario dedicato alla Madonna delle Grazie. Gli atti del processo sono ancora oggi conservati presso l’archivio della canonica.

Il Santuario oggi. Nel gennaio del 1608 il Comune provvede all’acquisto dell’abitazione dei Salera e dei fabbricati adiacenti, in seguito abbattuti per la costruzione del Santuario. Un anno dopo il miracolo, il 24 giugno del 1608, viene posata la prima pietra dell’edificio. I lavori termineranno nel 1691, e con pubblica delibera viene istituita la ricorrenza dell’Apparizione nella data del 23 giugno. Nel 1872 il Vaticano decreta l’incoronazione dell’effigie della Vergine, e nel 1938 Ardesio accoglie, in occasione del Congresso Eucaristico di Plaga, Monsignor Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII. La struttura si presenta ancora oggi con pianta basilicale, e tre navate in stile composito classico. La facciata principale è stata eseguita in pietra locale e marmo rosso. Nel presbiterio è collocata la famosa Stanza dei Santi con il grande affresco dell’Apparizione, mentre il pulpito proviene dalla bottega dei Fantoni. All’interno si trovano numerosi affreschi dei pittori Alberto e Cesare Mironi e di Antonio Guadagnini. Notevole l’organo di Giovanni Rogantino da Morbegno e recentemente restaurato, con oltre 1.300 canne di cui 1.255 di metallo e 90 di legno pregiato; la cassa, di origine rinascimentale, è composta da cinque campane e presenta numerosi intagli. Al di sotto dell’altare maggiore troviamo lo scurolo, dove trova posto il famoso «Sepolcro Fantoniano», opera composta da sette statue di grandi proporzioni: il Cristo Morto posto sul trono, la Vergine Addolorata seduta ai piedi della Croce, la Maddalena, Giovanni Evangelista, Maria di Cleofa, Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo.

Conclusioni. Ancora oggi il 22 e il 23 giugno si celebra l’anniversario dell’Apparizione, un evento che attrae centinaia di fedeli, molti dei quali raggiungono il Santuario a piedi in segno in devozione o in onore di grazie ricevute dalla Madonna di Ardesio. Tuttavia sono numerosi i tesori che si celano in questo antico paese, ricchissimo non solo di storia, ma anche di folklore e tradizione. Tra gli edifici più interessanti la chiesa parrocchiale dedicata a san Giorgio, che ebbe come primo progettista Andrea Fantoni nel 1725 e costruita sopra una chiesa precedente datata 1176. Altri edifici di culto sono l’oratorio di san Pietro Apostolo, la chiesa di sant’Antonio (in località Zafalino), e la bellissima chiesa dei Disciplini. La tradizione resta viva grazie alle tante manifestazioni che si tengono durante l’anno, dalla «scassada del zenerù» (in italiano la cacciata del freddo), alla «notte delle croci», fino alla fiera delle capre e degli asinelli. Proprio da questo evento prendono il soprannome gli abitanti di Ardesio, conosciuti come «Cavre de Ardes». Ma queste sono altre storie…