Amici Escursionisti Sforzatica

Il gruppo Amici Escursionisti di Sforzatica spegne nel 2019 quaranta candeline. Quattro decenni passati tra le montagne della Bergamasca e non solo, che hanno visto questo gruppo di appassionati dedicarsi anche a opere di solidarietà, ristrutturazioni e interventi dalle Orobie fino alle lontane Ande Peruviane. Oggi l’associazione conta circa 150 iscritti, con un’età media che possiamo classificare tra gli over 60.

Il gruppo prende vita già alla fine del 1960, quando il curato don Angelo Brena, per incentivare i ragazzi dell’oratorio all’impegno e allo studio, propone come premio per tutti i promossi una vacanza al Rifugio Madonna delle Nevi, a Mezzoldo. Qualcosa inizia a smuoversi nei giovani di Sforzatica, che scoprono la montagna e non dimenticano le prime vacanze sulle Orobie, tornandoci anche negli anni successivi.

«Iniziavano i campeggi, le prime avventure e le gite che hanno poi formato le basi della nostra associazione fino ad arrivare al 1979, quando la passione, anche se sotto forma di diversa esperienza ed età, ha favorito la nascita del gruppo – ricorda Costante Esposito, tra i fondatori -. Da li è stata tutta una bella cavalcata fino ai giorni nostri. Allora eravamo tutti baldi giovanotti animati da una passione comune e abbiamo formato l’associazione che ha dato vita alle prime gite, inizialmente sulle Orobie, poi sulle Dolomiti e sui mitici 4.000 della catena alpina. Il gruppo allora si differenziava già per l’età, annoverando tra le sue file ben tre generazioni di iscritti, cosa che oggi non succede più. C’erano i cosiddetti “anziani”, che avevano circa 50 anni, noi che avevamo 30 anni e gli adolescenti, che iniziavano a provare le prime esperienze in montagna e le prime gite di gruppo. Allora c’era ancora un ricambio generazionale».

Di vette in questi anni ne hanno conquistate tante, dalle più alte cime delle nostre montagne fino alla Val Camonica, dal Monte Bianco fino alle Alpi Apuane, all’Ecuador e all’America del sud. La passione è cresciuta negli anni con il gruppo, portando gli Amici Escursionisti a nuove sfide e traguardi, non solo in montagna.

«Lo scopo oggi come allora è sempre stato quello di aggregare, fare gruppo e di condividere belle giornate insieme. Nel 1989, dopo dieci anni dalla fondazione e al ritorno da un’escursione al Pizzo Zerna siamo passati nei pressi di una baita diroccata – ricorda Roberto Fenili.- È nata l’idea di ristrutturarla per farne un rifugio a disposizione del gruppo e della comunità di Sforzatica. Per i quattro anni successivi siamo stati impegnati con la costruzione di quella che è diventata la nostra seconda casa: la Casera di Valsambuzza. Alla fine degli anni ’90 ha preso invece corpo la ristrutturazione del Bivacco Pedrinelli, antica casermetta collocata lungo la linea Cadorna e posta in prossimità del Passo del Publino. L’opera è stata dedicata al sindaco di Dalmine Flavio Pedrinelli, scomparso nel giugno del 1997».

Non sono mancati, oltre alle grandi montagne, i progetti di solidarietà. Il gruppo degli Amici si trova impegnato all’inizio del 2000 nella ristrutturazione di quello che verrà ribattezzato Bivacco A.E.S. (Amici Escursionisti Sforzatica), posto lungo la Linea Cadorna in prossimità del Passo di Caronella, a 2.592 metri. Nello stesso anno l’associazione si impegna con un contributo finanziario in un progetto con l’alpinista bresciano Silvio Mondinelli e il fotoreporter Renato Andorno per la costruzione di una scuola in Nepal, che viene inaugurata in ottobre. Negli anni successivi, sempre in Nepal e unitamente ad altri amici volenterosi, collaborano alla realizzazione di un’ospedale che prevede 20 posti letto, una sala parto, una sala radiologica e un laboratorio di analisi. La struttura viene inaugurata il 22 ottobre 2005 e dedicata a Renato Andorno, nel frattempo scomparso e senza il quale il progetto non sarebbe mai stato realizzato. Tra gli ultimi contributi l’intervento e la collaborazione con l’associazione don Carlo Gnocchi per la costruzione di un centro di formazione e riabilitazione per bambini disabili in Ecuador.

«Quarant’anni fa i ragazzi, anche se molto giovani, venivano comunque in montagna anche con noi cosiddetti “anziani”, cosa che oggi purtroppo non avviene più – commenta Alessandro Boffi, altro membro storico del gruppo -. L’approccio probabilmente è cambiato, allora si cercava la compagnia e lo stare insieme, cosa che oggi avviene in modo diverso. Forse il vecchio deve lasciare il posto al giovane, il problema è che di giovani alla nostra porta non ne bussano più da anni. Sono loro che dovrebbero prendere in mano la situazione, anche con i loro metodi e le loro idee».

Il gruppo Amici Escursionisti ha sede in via Fossa 4, a Sforzatica. «Siamo aperti tutti i venerdì, dalle 20.30 alle 22 – continua Costantino – per chiunque volesse venire a trovarci e conoscere il programma delle nostre gite, anche se ultimamente si sono un po’ ridotte. In quarant’anni siamo stati tre volte in Nepal, abbiamo visitato l’Ecuador, la Bolivia, l’Argentina, l’Algeria e la Nigeria. La gita più importante di quest’anno è meno impegnativa, ma non per questo meno interessante: la destinazione è la Terra Santa. Oggi il nostro obiettivo è trovare un gruppo di giovani che voglia portare avanti quanto abbiamo iniziato 40 anni fa – conclude Costantino -. Si sta avverando qualcosa che temevo da tempo. Quando non ci sarà più la mia generazione ho paura che il nostro gruppo scomparirà».

L’articolo completo è stato pubblicato su Bergamopost cartaceo in data 15 marzo 2019.