Underland

Da sempre siamo abituati a vedere la bellezza esteriore delle nostre montagne, meraviglie che si mostrano nelle valli, nei fiumi e nei panorami che ci regalano. Ma quest’ultime racchiudono, nelle loro cavità, mondi segreti a noi sconosciuti, riservati a poche persone che, con la dovuta esperienza e attrezzatura, raggiungono il cuore di queste vette, spingendosi nelle loro profondità. Alla scoperta di luoghi inesplorati e, in certi casi, ecosistemi ancora perfettamente intatti.

 “Ho iniziato la mia avventura da ragazzo, nel 1982, con le prime esperienze nel carso triestino, poi in Liguria, Piemonte e Toscana, per arrivare in Lombardia nel 1992, con ricerche soprattutto nella bergamasca, in val Seriana, Brembana e Imagna.” Commenta Max Pozzo, presidente del gruppo speleologico Underland. “Sono stato in diverse realtà del territorio, come lo Speleo Club Orobico, e nel 2006 ho creato Progetto Sebino, che ha portato alla scoperta del famoso Abisso di Bueno Fonteno. Ho partecipato in prima persona come presidente del progetto, allestendo le squadre, mappando le gallerie ed effettuando tutti i rilevi, scoprendo questo abisso che oggi conta 32 km di complesso. Purtroppo alcuni anni fa abbiamo avuto delle divergenze al nostro interno. Il gruppo si è diviso, non siamo rimasti in buoni rapporti e la documentazione presente nel sito ufficiale, con report, post, foto e video storici che coinvolgevano me e altri amici speleologici, è stata al momento volutamente omessa… Da qui la decisione di perseguire l’idea di ricerca originaria (ovvero le acque sotterranee della Sorgente Acqua Sparsa di Grone) e nel 2017, di dare vita a Underland.”

Lo scopo principale dell’associazione é la ricerca speleologica, lo studio dei percorsi d’acqua sotterranei, la loro documentazione e la tutela dell’ambiente sotterraneo. Tutto in accordo e in sintonia con le linee generali di tutela dell’ambiente e con gli enti locali. Il gruppo conta una 15ina di iscritti, è composto da ragazzi molto giovani e da altri buoni conoscitori del territorio. La gran parte dei soci ha partecipato alle ricerche nel complesso carsico del Sebino Occidentale, contribuendo in maniera attiva allo sviluppo degli abissi Bueno Fonteno  e Nueva Vida fin dal loro nascere.

“Ad oggi abbiamo progetti aperti in Presolana e ricerche attive in Val Giongo, nella bassa Val Brembana.” – Commenta Giacomo Cerretti, studente di geologia e tra gli iscritti del gruppo Underland. “Quest’ultima è una piccola valle facilmente raggiungibile da Sedrina, dove abbiamo scoperto cavità bellissime, praticamente a due passi da casa. I risultati più importanti sono stati nella grotta del “Fontanú”, con il superamento dai 28 metri conosciuti sino a quel momento a quasi 500, il superamento del sifone alla sorgente “Prodizza” che da 70 metri è ora di 150, la rivisitazione della “Tamba di Val Giongo”, ma soprattutto la scoperta di “Giubilea”, visitata tempo addietro da locali e poi sepolta sotto metri di detriti, che ne hanno reso invisibile l’ingresso per anni e anni. Oggi Giubilea misura un 1 km e 250 metri, portandola tra le 20 gallerie più lunghe della Lombardia. Una grotta fossile, dove sono ancora visibili le tracce del fiume e le anse scavate, che creano spettacolari sifoni e veri e proprio canyon. L’ultima scoperta in Val Giongo è stata “Enigma”, scoperta per caso da Nicolò Falgari, che ha un fiuto particolare per questo genere di ricerche… Con quest’ultima siamo arrivati a 800 metri di esplorazione.”

Altri progetti hanno visto il gruppo impegnato tra le pareti della Presolana. “In questi ultimi due anni, durante i campi estivi, abbiamo mappato circa 300 grotte.” Racconta Nicolò, 19 anni, residente a Villa d’Almè e tra i più giovani del gruppo. “Un’area carsica che è divisa in diversi settori idrografici, distinti dalla presenza di spartiacque. Il primo settore indagato è quello situato nella parte nord della Presolana, dove le acque si convogliano e fuoriescono da una sorgente di alta quota chiamata “Fontanone” e posta nei pressi del rifugio Albani. Il secondo settore importante comprende le piste da sci e l’area del monte Ferrante, le cui acque fuoriescono nelle sorgenti situate in Valzurio. La zona è molto ampia e chissà quante altre ve ne sono nascoste…”

Nicolò, come gli altri ragazzi del gruppo, è guidato dalla passione e dall’entusiasmo della scoperta. “Tutto è nato dalla gita di terza media alla Grotta del Gigante, in Veneto. Quella prima esperienza ha risvegliato la mia curiosità. Sapevo che in Val Giongo erano presenti delle cavità, alcune in prossimità di una baita della mia famiglia. Una domenica si sono presentati in baita Giacomo Cerretti e il papà Roberto, quest’ultimo speleologo, dicendosi interessati proprio alle cavità della Val Giongo. Mio zio e mio nonno hanno fissato un appuntamento al quale mi sono presentato anch’io. Da li sono stato invitato a fare la prima grotta. E non mi sono più fermato!”

Underland opera prevalentemente nelle provincie di Bergamo e Brescia. Chiunque volesse aderire al progetto o avere informazioni aggiuntive può farlo attraverso il portale: https://underlandweb.wordpress.com  o anche seguendo il canale face book dedicato.

“Ad oggi il nostro gruppo continua le ricerche anche nella zona del Sebino. – Conclude Pozzo, in collaborazione ad altri gruppi quali il Gruppo Grotte I Tassi di Milano e il Gruppo Grotte Brescia, ipotizziamo che nel settore di Grone ci sia un complesso di dimensioni pari all’abisso di Bueno Fonteno, ed è nostra intenzione portarlo alla luce e mapparlo.”

L’intervista è stata pubblicata su PrimaBergamo il 6 marzo 2020.